Scuola d’estate, vi spieghiamo la riforma di Draghi e Bianchi

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Scuola d’estate, vi spieghiamo la riforma di Draghi e Bianchi che destina 510 milioni di euro per l’organizzazione di corsi e laboratori scolastici nel periodo estivo. L’obiettivo principale ? quello di potenziare le competenze degli alunni e fargli vivere la socialità che nell’ultimo maledetto anno di Covid si è andata perdendo tra didattica a distanza e stop forzati. I docenti sono subito scesi sul piede di guerra, probabilmente non avendo compreso fino in fondo che le risorse permetteranno di assegnare ad associazioni e società di formazione esterne l’organizzazione e lo svolgimento dei corsi estivi. Per i genitori potrà rivelarsi una risorsa importante, specialmente in questo contesto di crisi.

In particolare parliamo di corsi di coding e robotica educativa, musica, arte, e sport, oltre naturalmente al rafforzamento delle materie curricolari.

Ne abbiamo parlato con Daniele Angeloni, general manager di Docendum che da anni organizza campi estivi nelle scuole italiane.

Dottor Angeloni, può raccontarci la vostra esperienza con i campi estivi?

“I centri estivi caratterizzano da anni l’offerta formativa di Docendum. L’attenzione nei confronti di bambini e ragazzi, la progettazione dei percorsi didattici e la formazione del personale fanno sì che ogni anno riusciamo a svolgere contemporaneamente decine di campi estivi in tutta Italia.”.

Da diversi anni siete leader in Italia per i corsi di coding e robotica, utilissimi per i bambini di oggi.

“Naturalmente il coding e lo sviluppo delle skills tecnologiche è, anche nei centri estivi, il nostro tratto distintivo. Abbiamo più di 40 formatori e sono già 10.000 i bambini che hanno frequentato i nostri corsi in 9 regioni italiane. Il coding e la robotica sono amate da bambini e ragazzi che, divertendosi, sviluppano molte delle competenze fondamentali del XXI secolo delineate dal World Economic Forum, come ad esempio il problem solving, la creatività e il lavoro di gruppo.”.

La Scuola d’Estate è stata criticata, in molti sono scettici sulla possibilità di insegnare davvero qualcosa ai ragazzi durante l’estate, cosa ne pensa?

“La fantasia dei ragazzi e la loro creatività vanno sempre stimolate ed in particolare nel periodo estivo. Noi lo facciamo grazie al nostro metodo interattivo basato sul gioco e sulla partecipazione. Si divertono e imparano tante cose, esercitando la lingua inglese e la matematica senza quasi rendersene conto. Stimoliamo la loro fantasia con lo storytelling e li facciamo scatenare con gli esperimenti scientifici, sempre facili e senza rischi. A differenza dei corsi invernali, nei campi estivi proponiamo molte ore di sport e attività ludiche, oltre ai consueti laboratori come Coding, English Lab, Science x Fun e Storytelling.”.

 

Scuola d’estate: 3 Fasi

Il progetto della scuola d’estate è articolato in 3 fasi distinte, in cui si svilupperanno potenziamento apprendimento, socialità, accoglienza:

  • Fase I, potenziamento degli apprendimenti (giugno): rinforzo e potenziamento degli apprendimenti attraverso attività laboratoriali, scuola all’aperto, studio di gruppo, da effettuare anche sul territorio, con collaborazioni esterne o con il terzo settore;

 

  • Fase II, recupero della socialità (luglio e agosto): proseguiranno le attività di potenziamento degli apprendimenti che saranno affiancate più intensamente da attività di aggregazione e socializzazione in modalità Campus, con attività legate a computing, arte, musica, vita pubblica e sport. Ci saranno moduli e laboratori di educazione motoria e gioco didattico, canto, musica, arte, scrittura creativa, educazione alla cittadinanza, educazione alla sostenibilità, educazione all’imprenditorialità, potenziamento della lingua italiana e della scrittura, potenziamento delle competenze scientifiche e digitali come coding, media education e robotica. Le attività potranno svolgersi in spazi aperti delle scuole e del territorio, teatri, cinema, musei, biblioteche, parchi e centri sportivi, con il coinvolgimento del terzo settore, di educatori ed esperti esterni;

 

  • Fase III, accoglienza (settembre, fino all’avvio delle lezioni): connessa con le precedenti, sarà di vero e proprio avvio del prossimo anno scolastico. Proseguiranno le attività di potenziamento delle competenze e di accompagnamento di studentesse e studenti al nuovo inizio. Le scuole programmeranno le attività all’interno degli organi collegiali e informeranno le famiglie. La partecipazione da parte di studentesse e studenti sarà su base volontaria. Le attività si svolgeranno nel rispetto delle misure di sicurezza anti-Covid.

 

Scuola d’estate: finanziamenti

La riforma voluta dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi è dunque molto articolata e mira non solo a colmare il deficit di socialità innescato dalla pandemia, ma anche a recuperare il gap formativo che da qualche decennio rende i nostri ragazzi meno competitivi, soprattutto per quanto riguarda le lingue straniere e le materie STEM, ovvero quelle scientifiche e matematiche. I 510 milioni destinati alla scuola d’estate sono finanziati dal Decreto Sostegni per 150 milioni, per 320 milioni dal PON per la scuola con risorse europee e per 40 milioni dai finanziamenti per il contrasto delle povertà educative.

Oltre alla scuola anche il mondo delle aziende dovrà essere formato sulle competenze digitali necessarie per essere competitivi in Europa e nel mondo.


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